Come già visto nell'articolo precedente la pausa caffè ha un ruolo indispensabile nella vita di ogni individuo, che esso preferisca un espresso, un cappuccino, un decaffeinato o una qualsiasi bevanda a base di caffè, sarà comunque una scusa per staccare la spina e ricaricarsi. 


Ma la sua origine rimane ancora un mistero, è strettamente intrecciata però alle giornate lavorative, tanto da essere diventata uno dei diritti fondamentali dei lavoratori già dall'inizio del secolo.


In tempi passati, fermarsi a bere un caffè durante l’orario di lavoro, era considerato un sacrilegio e il pensiero di mettere a disposizione dei lavoratori una macchina automatica era decisamente osteggiato dalla dirigenza e dalla proprietà “per non dare occasioni di svago a chi era pagato per lavorare e non per bersi un caffè in azienda”.


Già nel 900 la pausa caffè diventò un beneficio ufficiale per i dipendenti, infatti molte aziende vantano di essere state tra le prime ad aver concesso questo beneficio.



Tra le prime aziende a offrire una pausa ufficiale durante la giornata lavorativa fu la Barcalounger Company di Buffalo, New York, azienda produttrice di poltrone, che nel 1902 inserì una pausa caffè di 15 minuti al giorno tra i benefici garantiti ai suoi dipendenti.


Con l’industrializzazione, il caffè commerciale divenne presenza importante ovunque e i distributori automatici iniziavano a dispensare rapidamente un caffè dopo l’altro.


Dopo la seconda guerra mondiale, comparvero negli uffici i primi distributori automatici di caffè.

Ma forse il più grande punto di svolta per l’istituzionalizzazione della pausa caffè fu nel 1964 quando la richiesta della pausa caffè come diritto inattaccabile dei lavoratori rischiò di far scoppiare uno sciopero tra i membri della United Auto Workers e le principali industrie automobilistiche statunitensi che arrivarono a negoziare una pausa caffè di 12 minuti al giorno.



Ma in Italia il 1968 è sinonimo di movimenti di protesta che chiedevano una trasformazione radicale della società. I movimenti operai svolsero un ruolo centrale: iniziarono nelle fabbriche una serie di scioperi e contestazioni che miravano all'ottenimento di maggiori diritti per i lavoratori.


Uno dei pionieri dell’epoca, per cercare di far capire ai responsabili aziendali che una pausa avrebbe potuto avere anche effetti positivi sul lavoro, citava Don Bosco: “Se sto troppo inginocchiato a pregare non penso più al Signore, ma al ginocchio che mi fa male!” ripeteva nei vari uffici dirigenziali.



Naturalmente i datori di lavoro si accorsero in fretta che le prestazioni dei loro dipendenti miglioravano con la pausa caffè, il che era un incentivo abbastanza convincente per mantenere l’abitudine.


La distribuzione di caffè nei posti di lavoro oggi ha assunto una vera e propria funzione sociale nel mondo.
Lo spazio dedicato alla pausa caffè all'interno delle aziende è diventato uno degli ambienti privilegiati per scambiare opinioni sul lavoro e sulla propria vita personale. Davanti ad un caffè si socializza, si scambiano battute e punti di vista rispetto ai più svariati argomenti.


Ma quali sono gli argomenti più “chiacchierati”?

Il tempo, le vacanze, il calcio, lo sciopero dei mezzi pubblici, i programmi per il weekend, la situazione politica ed economica, gli esami di fine anno dei figli, gli studi dei figli dopo il diploma.




Uno dei grandi valori aggiunti della pausa caffè è proprio questo intenso interscambio comunicativo.

Queste occasioni di scambio e socializzazione infatti incrementano l’efficienza e migliorano la produttività, tanto che molte aziende le inseriscono nei contratti.

Ammettiamolo! Non è solo il caffè a creare le premesse per una pausa produttiva, ma la caduta temporanea delle gerarchie sociali, si scambiano informazioni, si appianano conflitti, si toglie “la ruggine” dal cervello e si promuove la creatività.



In conclusione? Nessuno conosce le vere origini della pausa caffè.
Ma una cosa è certa, dimostrata anche da studi di organizzazione aziendale e sostenitori del benessere sul luogo di lavoro: non importa chi sei, ma prenderti una pausa dal lavoro e goderti una bevanda calda a base di caffeina ogni tanto, fa bene alla tua produttività (che è un bene per l’azienda) e alla tua salute fisica e mentale (che ti aiuta ad essere felice).