Come già visto nell'articolo precedente, il caffè ha frequentemente occupato un posto di rilievo anche nella cinematografia italiana e internazionale oltre nella vita di tutti noi.

Che siano scene della più classica commedia italiana come già visto le sequenze raccontano il ruolo che il caffè assume nelle pause e nello scandire il tempo della vita di ognuno. Registi come Quentin Tarantino, Jim Jarmusch, Blake Edwards, sono solo alcuni che hanno utilizzato questa bevanda nelle loro opere, con fini più disparati: tra le mani degli attori, sui banconi da bar o sui tavolini all’aperto che fanno da scenografia, tazzine di caffè che ciascuno di essi sorseggia, tiene tra le mani e degusta con le caratteristiche corrispondenti al proprio personaggio. Certo, perché il caffè è una pausa di convivio per eccellenza. Ma anche di riflessione e di relax. Consentendo la più totale apertura e ricettività dei sensi.

A questa magica bevanda si dedicano titoli di film (Caffè di Cristiano Bortone, 2016) si mettono a punto teorie economiche (La banda degli onesti, 1956) e si fanno vere e proprie classifiche del gusto (C’è posta per te, Nora Ephron, 1998) a dimostrazione che la sua aromatica potenza può essere una vera star cinematografica. Emblema della quotidianità per qualcuno, protagonista di dialoghi incisivi per qualcun altro, il caffè nei film ha avuto una lunga e brillante carriera, che continua ancora oggi. Vediamo allora in quali pellicole fa la sua comparsa il caffè e quale ruolo “interpreta”.


Il caffè nel cinema internazionale

Anche il cinema internazionale ha messo più volte il caffè davanti alla macchina da presa, ambientando anche molte scene cruciali nelle caffetterie. Cominciamo con un assoluto capolavoro del 1946, “Notorious – L’amante perduta” di Alfred Hitchcock: in una storia di spionaggio, il caffè diventa il mezzo con cui liberarsi (o almeno provarci) di chi fa il doppio gioco.


Negli anni 60, il regista francese Louis Malle racconta in “Fuoco fatuo” (1963) In una delle scene più drammatiche del film, il protagonista si trova nel Café Odéon e si appresta a ordinare, circondato dalla folla ma in pratica solo, perso nei suoi pensieri e sopraffatto dalla sua esistenza.


Jean-Luc Godard, in “Due o tre cose che so di lei” (1967), utilizza invece le inquadrature di una tazzina di caffè come simbolo dell’assoluta quotidianità, ment
re una sussurrata voce fuori campo si perde in riflessioni profonde sull’esistenza.

“Qualcuno sa dirmi perché il mio caffè non è ancora qui? È morta per caso?” è una frase celebre del film “Il diavolo veste Prada” (regia di David Frankel del 2006). Nella pellicola Anne Hathaway attraversa New York con delle tazze di caffè in mano da portare al suo terribile capo.

Anche Quentin Tarantino sembra avere un grande amore per il caffè e sceglie di aprire uno dei suoi più celebri e apprezzati film, “Pulp Fiction” (1994), proprio all’interno di una caffetteria, l’Hawthorne Grill. È questo, infatti, il luogo in cui la coppia formata da Zucchino e Coniglietta (Tim Roth e Amanda Plummer) progetta l’ennesima rapina a mano armata, mentre la cameriera serve loro del caffè. La bevanda compare poi anche in altre scene, come il cameo dello stesso regista.




Uno dei più conosciuti film associati al caffè è però “Coffee & Cigarettes” (regia di Jim Jarmusch, 2003), che già dal titolo promette di essere quasi interamente dedicato alla bevanda. Si tratta, infatti, di undici cortometraggi in cui la telecamera riprende personaggi del calibro di Roberto Benigni, Iggy Pop, Tom Waits durante un momento tanto emblematico da non aver bisogno di ulteriori parole: la pausa “caffè e sigaretta”, un piccolo piacere della vita così significativo da dedicargli un intero film.



Il rapporto tra caffè e cinema è una di quelle relazioni di lunga data, affettuose e consolidate, mai vittima di stanchezza, con momenti di puro splendore, identificabili in alcune scene culto che possiamo dire abbiano fatto la storia del cinema. Possiamo essere sicuri che nei film a venire troveremo tante altre scene in cui il caffè sarà protagonista, perché una cosa è poco ma sicura: il legame tra la caffeina e la pellicola è di quelli che dureranno ancora a lungo.

Quali sono i vostri film preferiti in cui ci sono scene incentrate sul caffè?