Si chiama “cupping” ed è il termine utilizzato per indicare l’atto di degustare il caffè. Una nuova moda che ha preso il via in questi ultimi mesi; per gli esperti trattasi del modo migliore per valutare la bontà di un caffè in ogni suo aspetto. 


Per eseguire un “cupping” preciso ed attento va seguito un vero e proprio rituale. 

Una serie di passaggi, cinque per l’esattezza, al termine dei quali si riesce a comprendere la vera essenza del chicco diventato caffè. 

La prima cosa che ogni appassionato di caffè dovrebbe fare è provare l’aroma dei chicchi prima ancora di averli macinati o di aver aggiunto l’acqua. Prima ancora di assaggiare il caffè, una volta aggiunta la giusta quantità di acqua a 93°-94° gradi, bisogna usare di nuovo il naso. 

La differenza tra il profumo dei semplici chicchi e del caffè con l’aggiunta dell’acqua è molto evidente. Utili o forse meglio dire necessari, gli strumenti da utilizzare. 

Per degustare il caffè, come nel passaggio precedente, è importante avere l’attrezzatura adeguata. Esiste un particolare cucchiaino studiato esattamente per questo scopo. Si arriva finalmente al momento dell’assaggio. 


Nella degustazione del caffè normalmente i grani tostati e macinati vengono messi direttamente nella tazza, in modo da poter percepire tutto il complesso aroma della bevanda. Così, prima di portare la tazza alle labbra, è importante scremare i residui perché non vadano in bocca. 


È molto importante annotare tutto quello che sentite assaggiando il caffè, non solo il profumo e il sapore, ma anche la consistenza, il retrogusto e le sensazioni che la bevanda lascia in bocca. 



(fonte: comunicaffe.it)